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Paragrafo 6 . L'economia europea e la rivoluzione dei prezzi.
     
Nel corso del secolo sedicesimo nel continente europeo si verific  un
sensibile  rialzo dei prezzi, fino a sette volte, di tutte  le  merci,
soprattutto dei cereali.
     Questa  sorta  di inflazione ante litteram danneggi  coloro  che
percepivano redditi fissi, ossia salari e rendite, e favor invece  le
categorie   che   potevano  disporre  di  un  reddito   mobile,   come
impreditori, commercianti e finanzieri. Ne derivarono perci,  da  una
parte, miseria e perdita di ricchezze, e, dall'altra, grandi profitti.
     La   cosiddetta  "rivoluzione  dei  prezzi"  fu  associata,   dai
contemporanei
     
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     e  dagli  storici  moderni sostenitori della tesi  "monetarista",
all'enorme  afflusso  verso  l'Europa di metalli  preziosi  americani,
soprattutto di argento. Questo, che, trasformato in moneta o usato  in
lingotti,  costituiva  il principale mezzo di  pagamento,  entrato  in
circolazione  in una quantit eccessiva rispetto alle  merci,  avrebbe
subito  una  notevole svalutazione; conseguentemente  i  prezzi  delle
merci,   indicati   in   moneta,   avrebbero   cominciato   a   salire
vertiginosamente.
     Oggi  si  ritiene  tuttavia che il fenomeno, sia pure  accelerato
dall'arrivo  dei  metalli preziosi, abbia avuto come causa  originaria
l'espansione demografica ed economica verificatasi in Europa a partire
dalla seconda met del Quattrocento.
     La  crescita della popolazione, che nel Cinquecento raggiunse  il
livello  massimo  toccato  nel  corso del  Medioevo,  fu  accompagnata
dall'accentuarsi dell'urbanizzazione.
     L'agricoltura  dell'Europa  occidentale,  bench  fosse  in  gran
parte  gestita  non tanto dai feudatari e dai nobili quanto  dai  ceti
borghesi,  pi  interessati a renderla produttiva, non  mut  in  modo
sostanziale i propri sistemi di coltivazione e super di pochissimo il
rendimento dei secoli passati. La necessit di sopperire ai bisogni di
una  popolazione in aumento rese cos indispensabile la coltura  delle
terre precedentemente abbandonate. In alcune zone dell'Europa del nord
e  della Pianura padana venne introdotta la coltivazione di nuovi tipi
di  piante per eliminare il maggese, e incrementato l'allevamento  per
una  maggiore  produzione di carne e concimi; ma il panorama  generale
rest sostanzialmente immutato rispetto al passato.
     A  fronte  del  mancato  progresso dell'agricoltura  si  verific
tuttavia,  a  cominciare  dalla  seconda  met  del  Quattrocento,  un
notevole  incremento  di  molte attivit  artigianali,  industriali  e
commerciali, sospinte sia dall'aumento demografico che dalle  maggiori
esigenze  di  tipo  pubblico e privato. La crescita del  mondo  urbano
determin   un   notevole   sviluppo  delle  varie   attivit   legate
all'espansione dell'edilizia. Le esigenze dei nuovi stati, con i  loro
imponenti  eserciti dotati di armi da fuoco, e le  flotte  militari  e
mercantili che ormai si spostavano in tutto il mondo, innescarono  una
frenetica  attivit  dei  cantieri navali e  delle  miniere,  dove  si
concentravano,  in  alcuni casi, centinaia, quando  non  migliaia,  di
lavoratori.
     Un  tale  sviluppo  economico, oltre ad assorbire  una  rilevante
quantit di manodopera, determinava un crescente consumo di cibo e  di
materiali  quali  pietre, legname, metalli e  tessuti;  quando  questi
cominciarono  a scarseggiare per la carenza della produzione,  i  loro
prezzi  crebbero fino a livelli mai conosciuti in passato: la  domanda
aveva  superato  l'offerta. In seguito i metalli  preziosi  americani,
usati   con   larghezza  dagli  spagnoli  come  mezzi  di   pagamento,
contribuirono  ad  accrescere la domanda delle  merci  e  ad  elevarne
ulteriormente il prezzo.
